Cronache

Book of Villainy. Ovvero: Birbi ma non troppo…

Timbro letto per voi
 

Se mi mettessi a elencare tutte le storie che meritano di essere raccontate solo per i “cattivi” che le popolano, penso che impiegherei giorni interi. E resterebbe comunque un lavoro parziale. La figura del villain è da sempre quella più attraente, quella che dà un reale spessore a ogni avventura. Personalmente, ho sempre ritenuto che la grandezza di un eroe si potesse misurare solo paragonandola alla grandezza del suo nemico. Per esempio, a mio avviso Batman è l’unico personaggio degno della Distinta Concorrenza perché annovera i cattivi più fighi di sempre tra i suoi antagonisti classici. Bene. Detto questo, mentre mi leggevo la campagna di Book of Villainy, ho avuto l’impressione che a Fertessa Allyse non fregasse assolutamente niente di tutto questo.

I cattivi di Book of villainy
I cattivi di Book of Villainy

L’idea di Book of Villainy

Book of Villainy è un gioco edito da Gold Seal Games per 2-3 giocatori, dove andremo a impersonare dei villain di serie B. Ma forse pure di serie U. Il nostro scopo sarà quello di commettere una serie di azioni malvagie e rimarchevoli da poter scrivere nel nostro libro. Sì, perché a noi di essere davvero dei cattivi interessa fino a un certo punto: quello che ci preme è che il libro delle nostre imprese diventi un best seller, in modo da guadagnare fama e vedere il nostro nome impresso nel firmamento delle leggende. Un gioco di set collection e tableau building che ci trasformerà da mezze calzette a vere e proprie star della malvagità.

Malvagi ma non troppo

Nel nostro turno sposteremo la pedina del nostro personaggio su una carta azione tra quelle a disposizione, scegliendo con attenzione se attivare la parte supercattiva della carta o quella cattiva ma non troppo. Ovviamente, le prime saranno quelle più redditizie e più raccontabili nel libro, ma al contempo attireranno più facilmente le ire degli eroi. Il modo migliore per evitare di essere beccati è mantenere un giusto equilibrio tra le varie azioni e, possibilmente, farle compiere direttamente ai nostri galoppini. Potremo infatti reclutare una serie di henchmen che faranno il lavoro sporco per noi, portando a termine i nostri geniali piani mentre noi ci concentriamo sulla stesura del nostro capolavoro letterario. Ogni volta che metteremo a segno un colpo, riceveremo un capitolo del nostro libro con cui cercheremo di soddisfare il nostro esigente editore.

I fidi aiutanti
I fidi aiutanti

La campagna di Book of Villainy

Chi scrive il miglior libro su un cattivo scemo, vince. Questo è il punto alla base di Book of Villainy. Un modo leggero, diverso dal solito, di raccontare la storia di un antieroe. Un gioco che si presta a essere giocato anche con i più piccoli, benché la dipendenza dalla lingua sia abbastanza alta. La campagna la trovate a questo link. Mancano ancora un bel po’ di giorni prima della conclusione, andate a darci un’occhiata.

Se questo articolo ti è piaciuto, dai un’occhiata anche a: What the What?! Ovvero: buffini e curiosini

 

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Nicola Patti

Suo nonno e i suoi amici si mettevano davanti casa per giocare a briscola fino a notte. Lui voleva giocare con loro. E così è iniziato il suo amore per i card games. E poi giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di ruolo dal vivo, videogames. Se solo non fosse uno dei peggiori strateghi e tattici sulla faccia della terra, se solo avesse voglia di leggere i regolamenti, se solo non fosse sfigato con i dadi sarebbe un ottimo giocatore. Da sempre sostiene che morire giocando è il secondo miglior modo per morire.

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