Cronache

Altar Ego. Ovvero: Più Su

Timbro letto per voi
 
Sono sempre stato molto appassionato di mitologia. In particolare, sin da bambino mi affascinavano gli antichi miti greci e tutto il Pantheon ellenico. Mi piacerebbe dire che come Lovecraft a otto anni già scrivevo poesie ispirandomi all’Odissea, ma in realtà probabilmente era stata un’altra Odissea a ispirare questa mia passione. Resta il fatto che da allora ho continuato a leggere e studiare miti e cosmogonie di buona parte del Mondo. Non vi sorprenderà quindi sapere che un gioco come Altar Ego ha attirato subito la mia attenzione.

Mucche sacre e pecore espiatorie
Mucche sacre e pecore espiatorie

Sempre più in alto

Altar Ego di Certifiable Studios è un gioco per 2-4 persone in cui andremo a impersonare delle divinità. Lo scopo del nostro gioco è quello di riuscire a far costruire ai nostri adepti l’altare più alto (o più lungo scegliete voi) e contemporaneamente ingrossare le fila nei nostri fedeli. All’inizio della partita si sceglierà la plancia che farà riferimento al nostro specifico villaggio e che ci darà accesso ad alcuni poteri esclusivi. Da quel momento in poi, oltre a cercare di omaggiare la nostra potenza attraverso la costruzione dell’altare più alto (o più lungo), dovremmo anche tenere d’occhio i progressi dei nostri avversari e cercare quindi di ostacolarli.

Le torri di Altar Ego
Le torri di Altar Ego

Le meccaniche di Altar Ego

All’inizio di ogni round verranno lanciati quattro dadi da cui si andranno a selezionare le azioni da svolgere nel proprio turno. In ordine poi piazzeremo i nostri lavoratori sulla plancia: dovremmo scegliere a quel punto se far crescere il nostro altare oppure il numero dei nostri adepti. Inoltre avremo anche l’opportunità di ostacolare i nostri colleghi “aspiranti dei” con una serie di effetti di disturbo sempre attivabili attraverso la plancia. Elemento fondamentale di AE è la destrezza, la capacità di costruire un altare il più alto possibile (o più lungo) senza che i piani della torre crollino su se stessi: ogni piano è costituito da un piccolo treppiede su cui poi andremo a posizionare uno dei nostri fedeli per poter aumentare il nostro punteggio.

La partita finisce nel momento in cui un altare crolla. Se facciamo crollare la nostra torre perdiamo e il giocatore con la torre più alta vince; se invece faremo crollare la torre di un altro giocatore, sarà lui a vincere. Semplice, diretto ma estremamente divertente.

I nostri adepti in Altar Ego
I nostri adepti in Altar Ego

La campagna di Altar Ego

Qui trovate il link alla campagna di Altar Ego che nel momento in cui sto scrivendo ancora non ha raggiunto il proprio obiettivo. Mancano ancora diversi giorni, andate a darci un’occhiata non ve ne pentirete.

Sì lo so da un certo punto di vista ricorda Santorini. Ma non lo diciamo ad alta voce.

 

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Nicola Patti

Suo nonno e i suoi amici si mettevano davanti casa per giocare a briscola fino a notte. Lui voleva giocare con loro. E così è iniziato il suo amore per i card games. E poi giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di ruolo dal vivo, videogames. Se solo non fosse uno dei peggiori strateghi e tattici sulla faccia della terra, se solo avesse voglia di leggere i regolamenti, se solo non fosse sfigato con i dadi sarebbe un ottimo giocatore. Da sempre sostiene che morire giocando è il secondo miglior modo per morire.

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