Cronache

Soviet Kitchen Second Service

 

Va bene truppa! E’ ora di muoversi! I nostri commilitoni tra poco saranno di ritorno dal fronte e dobbiamo fargli trovare un pasto caldo per rinfrancare le loro membra stanche! Cosa possiamo cucinare?

Capocuoco non abbiamo ricevuto rifornimenti dalle retrovie, i collegamenti con Mosca sono interrotti a causa della neve… nella dispensa non c’è rimasto nulla!

Per la Santa Madre Russia, siete cuochi di campo, siete russi e soldati! Nulla ci può fermare! Faremo quello che è possibile con quello che abbiamo. Lo dobbiamo ai nostri compagni che stanno respingendo le armate tedesche lì al fronte! Portate tutto quello che trovate! Su! Fatemi vedere, che abbiamo?

Capocuoco abbiamo trovato del formaggio fresco, dei proiettili, una sacca di sangue umano preso dall’infermeria, del grasso di balena, un paio di pantaloni usati e scarponi del povero defunto compagno Anatoliy e due granate.

Beh non è molto ma ce lo faremo bastare. Tu! Porta il tritacarne: oggi wurstel e crauti! Su butta dentro il formaggio e il grasso di balena…che colore orripilante! No, così non va bene…

Potremmo aggiungere il sangue, può dare all’impasto un colore più acceso.

Metti, vediamo che viene fuori… ancora non va bene, l’impasto è troppo chiaro, non lo mangeranno mai. Mettiamoci i proiettili e gli scarponi, sono sul bronzo e marrone, ricorderanno la carne.

Ma Capocuoco non saranno tossici per i nostri compagni? Non rischiamo di avvelenarli?

Sciocchezze! Sono soldati russi! Hanno stomaci di ferro e piombo nelle vene! Metti tutto nel tritacarne e vediamo cosa esce. Perfetto! Un perfetto wurstel sovietico! Non facciamo mancare nulla ai nostri soldati, eh?

 

 

Soviet Kitchen è un gioco collaborativo per 1-6 giocatori in cui interpreteremo cuochi russi chiamati a produrre piatti per i soldati al fronte. Il gioco si basa su un’app che ci chiederà di cucinare determinati pasti, di specifici colori, per soddisfare le richieste della truppa. Per fare ciò avremo delle carte rappresentanti (improbabili) ingredienti di vario colore e grado di tossicità che dovremo mischiare nel tritacarne virtuale per poter ricreare il piatto mostrato.

 

 

Ad ogni livello l’app indica il grado di accuratezza che dovremo raggiungere per superare la sfida, il grado di tossicità che non dovremo oltrepassare per non uccidere i nostri soldati e le matrioske (ovvero i tentativi) a nostra disposizione per riuscire nell’impresa.

 

 

Dietro ogni carta poi è presente un QR Code che dovremo mettere davanti alla fotocamera per “aggiungere” l’ingrediente al tritacarne. Unica vera regola da rispettare è non mostrare le carte che abbiamo in mano, di cui però potremmo discutere liberamente. 

Ed è questo il vero core del gioco. Parlare delle carte. Ci ritroveremo quindi a fare delle discussioni di questo genere:

A: Io posso mettere dei soldatini in piombo grigi.

B: Ma grigi come? Grigio topo o asfalto?

A: Ma l’asfalto non è grigio! E’ nero! Vabbè altrimenti ho delle pigne marroni.

B: Ok, metti le pigne che io poi le mischio con la fisarmonica… ma ti sembrano marroni?! Sono verdi!

 

 

Il gioco diverte proprio per il modo in cui descriviamo oggetti e colori, nonché per la nostra (in)capacità di mischiare le tinte per ottenere le tonalità richieste. Spesso produrremo nuance terrificanti che strapperanno più di un sorriso al tavolo. 

I colori da riprodurre sono dei più variegati. Non sempre avremo gli ingredienti più adatti, per cromaticità, da inserire nel tritacarne e per questo sono presenti nel gioco delle carte con abilità speciali che ci aiuteranno all’occorrenza.

Il gioco può essere affrontato a campagna o in modalità sfida. In entrambi i casi saremo chiamati a completare diversi tipi di piatti di crescente difficoltà.

 

 

Come sempre la nota più dolente è quella linguistica: l’app è in inglese e francese (e qualche altra lingua ma non l’italiano), mentre le carte e il regolamento sono in francese. Il gioco però è sostanzialmente indipendente dalla lingua visto che verte sui colori e l’unico testo importante è quello presente sulle  poche carte con effetti speciali.

 

 

E’ chiaro: non è un gioco per tutti (a partire dai daltonici). Sia perché deve piacere questa determinata meccanica (basata sui colori), sia perché ci vuole il giusto gruppo al tavolo per rendere l’esperienza veramente spassosa. Ma se in voi alberga uno spirito (russo) artistico, troverete in Soviet Kitchen un facile party game per fine serata da cui non riuscirete più a staccarvi.



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Coso

Educato sin da piccolo tramite le migliori scuole (Ken il guerriero, I Cavalieri dello Zodiaco e City Hunter), già da bambino adoravo i giochi da tavolo. Dopo un’adolescenza alla deriva dedicata ai videogiochi, soprattutto avventure grafiche, e alla salsa (passione per il ballo ancora non del tutto sopita), sono tornato ai Giochi da Tavolo appassionandomi subito ai cosiddetti GdM (giochi di Merda per chi non avesse compreso n.d.r.).

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