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Rubrica di un videogiocatore da tavolo – Parte 1

Timbro letto per voi
 

“Buonasera a tutti! State bene? Bene”. E’ con questa frase che sono solito esordire quando sono in live sul canale twitch di fustella rotante a parlare di videogiochi da Tavolo. Lo so, è un po’ triste e poco incisiva, ma non so mai come cominciare a disquisire di quello che sto per mostrare in diretta. Più nel dettaglio, non so mai come cominciare qualsiasi attività che vorrei svolgere, come la stesura di questo articolo. Ma hey, ora sono qua e voglio provarci, cercando di fare meno figure barbine possibili.
Quando penso al gioco da tavolo, più che ai componenti, alle regole ed alle strategie da perseguire per vincere la partita, penso all’unione che questo cerca di creare. L’unione come il ritrovarsi tra giocatori, discutere del gioco e dei giochi più in generale, passarsi consigli su come alleggerirsi meglio il portafoglio coi prossimi acquisti, coltivare insieme ad altre persone la nostra passione intorno ad un tavolo.

Unire due passioni: videogiochi e giochi da tavolo!


Ed ecco il nocciolo della questione: il “ritrovarsi”. In una società come la nostra, il tempo è la risorsa più preziosa da gestire, ed è sempre difficile riuscire ad organizzarsi con lo stesso gruppo e con costanza per giocare, salvo chi riesce ad avere la serata fissa settimanale.
Ma allora come passare il nostro tempo libero, quando non ci sono giocatori a portata di mano? Beh, c’è che si dedica ai giochi da tavolo in solitaria, c’è chi dipinge le millemila miniature rimaste in sospeso per mesi, dei corposi kickstarter fatti in tempi non sospetti, c’è chi divora video tutorial e di informazione ludica. E c’è chi, come me, invece ha una ampia cultura videoludica, coltivata ormai da più di vent’anni, e quindi passa il suo tempo giocando al pc e alle consolle.
E’ qui che nasce l’idea di questo articolo, dalla mia prima passione: i videogiochi. Quello che seguirà è una lista di consigli per gli acquisti, per chi cerca qualcosa di simile all’esperienza di un gioco da tavolo, ma che sia principalmente un media videoludico. Videogiochi da tavolo.


Un doveroso coming out lo devo fare prima di proseguire: non ho mai scritto qualcosa che pensavo poi sarebbe stata letta da qualcuno. Tuttavia sin da piccolo, uno dei miei sogni nel cassetto, era diventare giornalista ed articolista per le riviste di videogiochi che al tempo divoravo avidamente. Quindi ringrazio fustella rotante per l’opportunità di provare questa esperienza, che era rimasta sopita in un abisso, nel profondo della mia anima giocosa.
Ma veniamo al cuore di questa serie di articoli. Quindi titolo!

Videogiochi che sembrano giochi da tavolo

La lista dei “videogiochi da tavolo” che in questa serie di articoli tratterò hanno una particolarità: ricorderanno molto l’esperienza di un gioco da tavolo, ma non esiste (o non esiste ancora) una reale forma fisica. Ho anche pensato a giochi con temi e meccaniche diverse, per cercare di accontentare un po’ tutti i palati. Cercherò anche di usare i termini tecnici del nostro settore, così da potervi fare un’idea generale dei videogiochi che seguiranno. Inoltre alcuni giochi di cui parlerò li ho portati in live sul canale twitch di fustella rotante, e ne approfitto per ricordarvi di seguirci anche su quella piattaforma. Bene, partiamo col primo.

Slay The Spire

Slay The Spire
La strana balena che vi darà sempre il benvenuto, prima di partire per l’avventura

Gioco ultra approvato anche dal nostro Nik, Slay the Spire è una specie di roguelike deckbuilding. Ma cosa è un roguelike? Quando leggete un articolo che parla di videogiochi, spesso si incappa in parole misteriose come [nomegioco]like. Like, dall’inglese, sta per “come”, mentre il nome del gioco che viene prima, sta a indicare che un videogioco in particolare ha, involontariamente il più delle volte, ideato un genere completamente nuovo.
Ma quindi che gioco era “rogue”? Per farvela breve, rogue, era un gioco in grafica ascii del 1980, di ispirazione fantasy alla Dungeon and Dragons. La caratteristica principale, quella che indica proprio questo genere, sono le mappe e gli incontri generati casualmente di partita in partita e che la morte è permanente. Esatto. Permanente. Quando si muore nei roguelike si perdono tutti i progressi fatti con quel personaggio, e tocca ricominciare daccapo, con nuova consapevolezza per non ricadere negli stessi errori, cercando di raggiungere l’obiettivo finale del gioco. Tuttavia i roguelike moderni hanno implementato anche una specie di progresso passivo, per non rendere il tutto troppo frustrante per il giocatore.


Nel caso di Slay the Spire, più giocate con un personaggio, più sbloccate carte per lui, le quali vi aiuteranno durante le prossime run. Si parla di “run” come quel processo che va dall’inizio di una nuova partita, fino la sua conclusione, che può avvenire con la morte del personaggio oppure arrivando alla fine e uccidendo il boss.
Ma veniamo al cuore del gioco. Come prima cosa dovete scegliere un personaggio tra una rosa di quattro (tre sono sbloccabili giocando e uno disponibile da subito). Il personaggio scelto vi darà il suo mazzo di carte base con cui partire. Esatto, il mazzo. Perché, come detto sopra, il gioco è principalmente un deckbuilding. Avrete a disposizione una mappa generata casualmente, con vari bivi da intraprendere a discrezione del giocatore. Potrete sempre scegliere tra diverse opzioni prima di arrivare e sfidare il boss del livello. Meglio andare a destra da un mercante o a sinistra e preferire lo scontro con un miniboss per il suo bottino?


Man mano che ucciderete i particolari nemici e razzierete il livello, avrete la possibilità di inserire nel vostro mazzo carte sempre più performanti e, impratichendovi, riuscirete a creare un deck sempre più comboso e performante. Questo meccanismo è dannatamente divertente e appagante, tanto che vi invoglierà a ricominciare daccapo ancora e ancora. E arriveranno le 3 di notte dicendo “dai, questa è l’ultima”.
Segnalo inoltre che è stato annunciato una versione da tavolo del gioco, ma non si sa nulla di preciso a riguardo.

Slay The Spire
Le carte vi permetteranno di anelare combo incredibili

GdT che mi ha ricordato: CLANK!.
Lingua: italiano.
Meccaniche: deckbuilding; hand management; dungeon crawler.
Piattaforma: PC, playstation, xbox, nintendo switch.

Curious Expedition 1 e 2

Curious Expedition
L’avventura ha inizio.

“Hey Graffio, ti devo mostrare un gioco. Scommetto che è perfetto per le tue live fustellose”. E’ così che ho scoperto Curious Expedition, grazie ad un messaggio telegram di un mio caro amico. Secondo roguelike della mia lista, ma con elementi da racing game.
In Curious Expedition dovrete interpretare dei sedicenti esploratori con nomi altisonanti, come per esempio Charles Darwin o Nikola Tesla, alla ricerca di, beh, Eldorado? O comunque, più in generale, di una piramide dorata durante sei spedizioni, in competizione con altri tre esploratori controllati dal computer. Sì, perché se volete che a fine partita il vostro nome sia ricordato per sempre, con tanto di statua a voi dedicata davanti al museo che contribuirete a riempire di cimeli, dovete essere più veloci e scaltri rispetto i vostri rivali, altrimenti verrete dimenticati.


Come dicevo poco sopra, anche questo giochino in pixel art è un roguelike. Se non pondererete bene ogni movimento, sfruttando al meglio quello che avete a disposizione, il rischio di morire sarà molto alto.
Per chi non ha problemi con l’inglese, segnalo l’esistenza del secondo capitolo di questo gioco, con una grafica molto più piacevole e fumettosa, che richiama proprio quelle graphic novel basate su spedizioni mortali e viaggi misteriosi in giro per il mondo.


ATTENZIONE: questo gioco, seppur in modo leggero, mette di fronte il giocatore scelte morali non indifferenti. Capiterà spesso che, trovato rifugio presso i villaggi di aborigeni, qualche abitante vi ponga domande particolari sul mondo al di là dei mari, sulla religione o sulla scienza. Starà a voi la decisione: dire le cose come stanno, magari esponendo verità scientifiche, scatenando una reazione inaspettatamente violenta da parte della gente del posto, oppure assecondare le credenze del popolo, approfittando di loro e magari guadagnando qualcosa dalle vostre menzogne? Inoltre il gioco, contiene molto testo narrativo che vi spiegherà nel dettaglio cosa succede. Ad esempio potrebbe soffermarsi sul descrivere ferite purulente, mutazioni magiche inaspettate e smembramenti inferti dei molteplici nemici. E poi, beh, se rimarrete senza provviste per diversi giorni, i vostri alleati potrebbero tentare di mangiarvi mentre dormite.

Curious Expedition
L’italiano ha qualche refuso, ma il senso si capisce.

GdT che mi ha ricordato: La Spedizione Perduta, di cui esiste un tutorial della nostra l’Ele sul canale YouTube di fustella rotante. link
Lingua: italiano il primo, in inglese il secondo.
Meccaniche: racing game; roguelike.
Piattaforma: PC, playstation, xbox, nintendo switch.

Se vi ho incuriosito fin qui, spero che torniate a leggere i prossimi articoli sui videogiochi da tavolo, dove vi proporrò altri giochini, ma con diverse ambientazioni e dinamiche. Buon download a tutti.

 

Lo sai che ora puoi ascoltare i nostri articoli invece che leggerli?

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Graffio

Colleziona e gioca ai suoi amati giochi da tavolo e, non pago di questo, si compra anche la versione digitale, per giocarli (e perdere malissimo) anche stando davanti al pc!

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