Cronache

Planet: terraformiamo il nostro nuovo pianeta

Timbro letto per voi
 

Planet è un gioco da tavolo family a cui possono giocare da 2 a 4 persone dagli 8 anni di età in su, edito da Blue Orange. Voglio parlarvene perché secondo me questo titolo nasce proprio da una bella idea che ha portato ad una altrettanto valida realizzazione.
Ci son tanti giochi simili tra loro sugli scaffali dei negozi. Planet invece si differenzia e proprio per questo motivo è uno dei giochi da tavolo presenti nella mia libreria.

Planet scatola del gioco

Madre Terra

Sin da quando a scuola mi hanno insegnato che sul pianeta Terra le risorse non sono infinite e che quindi bisogna cercare di non sprecare, ad esempio l’acqua, ho pensato che noi umani stavamo sfruttando troppo, stavamo tirando troppo la corda.

Non vedevo nessuna soluzione al problema, come penso non la veda la maggior parte della gente.
Quindi da piccola io pensavo che ad un certo punto sarebbe finito il petrolio, sarebbe finita l’acqua, sarebbe finito il carbone e il metano, sarebbero finiti i metalli e mi chiedevo cosa sarebbe successo.
Oggi, prima di finire le risorse del pianeta, abbiamo un altro problema: il riscaldamento globale. Forse questo ci porterà a trovare soluzioni sostenibili e quindi a non arrivare a finire le risorse, chissà.

La mia sensazione è che il pianeta Terra sia malato, le specie animali stanno diminuendo, la temperatura aumentando, i paesaggi cambiano.
Al pianeta in realtà probabilmente non frega una “beneamata” di tutto ciò, anche perché non ha una coscienza propria, e quando gli esseri umani spariranno dalla faccia della Terra, le cose si sistemeranno, semplicemente col tempo, dopo qualche millennio, giusto il tempo che le radiazioni delle centrali nucleari abbandonate si disperdano.

Sicuramente comunque non è il pianeta ad essere in pericolo di vita. Il pianeta va avanti lo stesso.
Io però, sin da piccola, ho immaginato il nostro pianeta come la Madre Terra, una specie di divinità benevola, scoprendo poi che tante religioni di un tempo, si basavano su questa convinzione.

Intanto si possono fare tante cose per essere più sostenibili, tipo riutilizzare e riparare oggetti e vestiti, comprare meno plastica e packaging, cercare di inquinare di meno.
Magari la soluzione sarà di colonizzare un altro pianeta oppure di andare a vivere su un’astronave gigante come nel film Wall-E.

Nel frattempo possiamo giocare a Planet, immaginandoci di terraformare un pianeta a nostro gusto, creando habitat, foreste, oceani e deserti per accogliere più specie animali possibili e fare punti vittoria, ovviamente.

Setup e regole

Mescoliamo le Tessere Continente a faccia in giù e formiamo delle pile da 5 tessere l’una, posizionandole in una lunga fila sul tavolo. Mescoliamo il mazzo delle Carte Animale (che io ho imbustato perché son leggerine) e peschiamone 20.

Setup di Planet

Creiamo uno schema con le carte come nella foto qui sopra, mettendo una carta sotto ogni pila di tessere continente, ma a partire dalla terza pila e andando a finire “in overflow” di due colonne. Poi distribuiamo una seconda fila di sole 7 carte partendo da destra ed infine un’altra fila di tre, sempre partendo da destra.

Ogni persona riceverà una carta obiettivo segreto scelta casualmente ed un Cuore di Pianeta.

Il segnalino primo giocatore viene fatto passare in senso orario alla fine di ogni round.

Planet Cuori di Pianeta

I “Cuori di Pianeta” sono dei poliedri con delle lastre tonde di metallo sulle facce. Le tessere continente sono magnetiche e quindi si attaccano alle facce del pianeta.

Planet Tessere Continente

Ad ogni turno prenderemo la pila di Tessere Continente più a sinistra e le metteremo scoperte sul tavolo, ben visibili a tutti. Partendo dal primo giocatore, ognuno sceglierà una tessera continente per piazzarla sul proprio pianeta.
Ci sono 5 tipi di ambiente: oceano, terra, ghiacciaio, foresta e deserto.
Nella foto qui sopra, la tessera centrale è formata da tre porzioni (triangoli) di terra e due di deserto.

La/le tessere non selezionate da nessuno, vanno messe in due pile in fondo a destra, sopra le carte che erano “in overflow”.

Planet Carte Animale

Dopo che tutti hanno posizionato la Tessera Continente scelta, si determina chi possiede il pianeta più accogliente per le carte animale che erano in colonna sotto alla pila di Tessere Continente presa all’inizio del round, quindi quelle più a sinistra.

Ad esempio lo scoiattolo lo otterrebbe chi ha la regione di tipo foresta più grande che non sia adiacente ad un ghiacciaio, mettendo poi la carta guadagnata davanti a sè per conteggiarla a fine partita.

Ognuno avrà il suo obiettivo segreto. A fine partita avremo punti in base a quante porzioni (cioè triangoli) di quel tipo avremo sul nostro pianeta. Le carte animale invece ci daranno 1 punto se dello stesso colore del nostro obiettivo segreto e 2 punti se di colore diverso.

 
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Conclusioni

Planet è un gioco da tavolo per nulla scontato, diverso dai soliti giochi da tavolo. Secondo me è perfetto per una famiglia con bambini che studiano a scuola i fondamenti di geografia, geologia, animali, ere, scienza, ecc ecc… Bambini e ragazzini che vengono riempiti di nozioni, sperando che poi imparino a farsi un pensiero proprio ed autonomo.

Estremamente antropocentrico come concetto, quello di terraformare un pianeta, però con Planet, volendo, possiamo pensare proprio al fatto che “per l’uomo attuale la natura viene vissuta come una realtà che sta fuori di noi, di cui ci serviamo per nutrirci, vestirci, costruire case, macchine e così via, di cui ci consideriamo padroni sfruttandone i materiali e l’energia.” (da Il rapporto dell’uomo con la natura) e trarne le nostre deduzioni, vista la situazione attuale.

Planet terraformiamo pianeta

Molto piacevole girarsi tra le dita il pianeta e tenerlo in mano. Cosa che dovremo fare praticamente durante tutta la partita, ad esempio per capire chi ha la regione desertica più grande dovremo contare il numero di porzioni (triangoli) che si toccano in modo continuo di ambiente deserto.

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Sabrina Vallenari

Entrata nel magico “mondo fatato” dei giochi da tavolo da pochissimo, si è subito appassionata a meeple, dadi, cubetti e infine miniature. Soprattutto però è nata la curiosità di conoscere i “dietro le quinte”: conoscere autori, divulgatori, editori. Ha così scoperto che quello che credeva un mondo fatato, in realtà non è così pacifico come sembra e c’è molto che si può fare per migliorarlo.

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