Cronache

Catalyst: non sei tu, sono io…

Timbro letto per voi
 



Ci sono giochi che appena vengono pubblicati senti un forte richiamo. Come una perturbazione nella forza…
Vedi un’immagine in rete, leggi un commento su Facebook, distrattamente cogli due parole al tavolo affianco, chiudi gli occhi e già inizi a pregustare una partita. Giochi che ci attirano come calamite e che sai che prima o poi dovrai fare in modo di provare.
 
Ecco, non è questo il caso. Oggi vi parlo dell’altra casistica, ovvero di quando un gioco vi passa vicino migliaia di volte, ma non c’è verso di notarlo. Anzi, qualche volta lo si evita proprio. Vi parlo di quanto si possa essere snob verso un gioco, senza averlo mai provato, condizionati unicamente dall’aspetto esteriore, tanto da non dargli nemmeno una chance.
 
 
Lo ammetto, sono recidivo, mi è già capitato altre volte. Faccio le cose di pancia (e che pancia!). Poi nel mio caso non è così solo per i giochi da tavolo, ma un po’ per tutto. Passo in libreria, vedo un libro di un autore che non conosco, ma basta che veda una bella copertina, un titolo interessante e tac: lo prendo. Altro mattone a innalzare la mia torre della vergogna sul comodino.
Scorro la lista dei film su Netflix, vedo una bella locandina e un titolo accattivante, pur consapevole che sarà una scelta terribile, eppure, tac: lo guardo. Fidatevi, nove volte su dieci e proprio una mer…
 
…da qui, per dare un senso al discorso, la certezza che sono un tipo facilmente suggestionabile, ma che allo stesso tempo quando vede qualcosa che non lo stimola visivamente, difficilmente si sofferma. Faccio resistenza inconsapevolmente, senza rendermene conto taglio fuori tutto ciò che a prima vista non mi attira.
 
Per i giochi in scatola è uguale e così è stato per Catalyst della DV Giochi, fino a che un giorno non mi è stato proposto come filler di fine serata. Ora, mettiamo subito in chiaro le cose, non è che abbia scoperto il gioco della vita, anzi, ma devo ammettere che non mi è dispiaciuto. Bei materiali, belle illustrazioni sulle carte, ottima scatola per riporre il tutto in maniera ordinata. Molto piacevole da giocare. Non è banale, nonostante sia semplice, e con un senso di crescita tale da invogliare a raggiungere soddisfazione a fine partita. Ecco, mezz’ora di gioco onesto e piacevole, adatto a chiunque, anche a giocatori alle prime armi, se un minimo supportati inizialmente.
E ora la domanda sporge spontanea: Cosa mi aveva frenato dal provarlo prima?
Semplice: la copertina.
Sono pessimo lo so, ma è la verità, questo gioco l’ho sempre snobbato per colpa della copertina.
 
 

Ma lasciamo da parte questo discorso e parliamo del gioco

 
In questo titolo ogni giocatore dovrà assoldare dei Catalyst, potenti maghi capaci di convogliare l’energia catalizzatrice, combinandola fra le varie carte che avranno raccolto, traendone benefici dalla loro attivazione. Ok, spiegato così non è un granché, ma nel regolamento non è che sia scritto in maniera tanto più accattivante…
 
In fase di preparazione verrà montato un tabellone dove porre le carte Catalyst scoperte, pronte per essere acquistate da ogni giocatore.
Il mazzo di gioco sarà preparato in base al numero di giocatori. Da questo mazzo, dieci carte saranno tenute da parte con sopra posizionato il segnalino ultimo round,  che entreranno in causa solo per un ultimo round, quando il mazzetto principale sarà terminato, innescando il fine partita.
Vicino al tabellone verranno posizionate le carte edificio, quattro set in quattro colori, a disposizione dei giocatori per essere acquistate durante la partita. Verrà rivelata anche una carta obiettivo, scelta a caso fra quelle disponibili, che sarà di riferimento per ogni giocatore, dando un’idea della strategia da seguire.
 
Durante il proprio turno il giocatore potrà effettuare una delle seguenti azioni:
  • Incassare i tributi
  • Assoldare un Catalyst
  • Attivare un Catalyst
Incassare tributi significa acquisire monete, in base alla carta Catalyst dal valore più alto disponibile sul tabellone al momento dell’azione. In pratica si prendono monete, senza toccare carte né altro.
 
Assoldare un Catalyst significa utilizzare le monete per acquistare una carta, il cui costo è riportato sulla stessa. Oltre al valore d’acquisto, bisognerà tenere conto del modificatore sullo slot del tabellone su cui si trova. Una volta presa una carta, le altre slitteranno e se ne rivelerà una nuova.
La carta appena presa dovrà essere posta scoperta davanti a sé, e obbligatoriamente assegnata a un edificio vuoto (se presente nella propria area). Ogni edificio potrà contenere solo una carta Catalyst alla volta.
 
Attivare un Catalyst significa ruotarlo di 90° per poterne risolvere le azioni descritte. Attivandolo in un edificio si potrà usufruire anche degli effetti dello stesso. Una volta risolta, la carta Catalyst utilizzata verrà posta nel proprio mazzetto delle prese, che a fine partita varrà punti vittoria in base al proprio valore e alla carta obiettivi rivelata.
 

Una volta spostate le carte Catalyst attivate nel mazzo di presa, eventuali altre presenti nella propria area dovranno essere riassegnate agli edifici lasciati liberi.
Naturalmente qualsiasi Catalyst assegnato a un edificio non potrà essere successivamente riallocato, quindi bisognerà scegliere con attenzione cosa abbinare a cosa, per poter sfruttare al massimo gli effetti delle attivazioni.
 

Combo su combo

 
Il gioco è veloce e non si ha difficoltà nel capirlo e farlo capire, il regolamento è molto compatto, semplice e facile da fare assimilare a chiunque. Tutto si basa sulla concatenazione di effetti in combo, che potranno essere maggiormente performanti piazzando con cura i propri Catalyst. La simbologia è chiara e ridotta all’essenziale. Gli edifici di ogni set hanno un costo differente (chi prima acquista paga meno) e potranno essere schierati nella propria area, uno per colore, solo mediante l’attivazione di alcuni Catalyst con un simbolo specifico. Poi, in base al numero di edifici già presenti nella propria area, il costo di acquisto per i successivi crescerà esponenzialmente.
 
 
Ho giocato poche partite qualche mese fa, poi recentemente (molto recentemente) approfittando di una bella offerta della DV Giochi ho vinto la mia reticenza e l’ho comprato. Sono felice di averlo fatto, perché  è un gioco valido e ho pochi titoli di questo tipo.
Spesso ci si trova ad avere quella mezz’oretta di tempo e la voglia di giocare a qualcosa di soft, ma non banale, quindi come soluzione è perfetta. Poi, sarò onesto, la scatola in libreria non stona e quando la tiro fuori per giocare,  mi basta metterla posata al contrario! 
Occhio non vede, cuore non duole.
 
 
 

 

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il Pabis

Redattore capo di Fustella Rotante

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