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Parsifal a Game of Tarots – Anteprima

Parsifal – A Game of Tarots nasce da un’idea di Osvaldo Duilio Rossi, dalle matite di Emanuele Ercolani e soprattutto dalla passione di Psicografici Editore, che proponendo un gioco ispirato al Parsifal di Richard Wagner, aspirano a unire due universi apparentemente molto lontani, ma decisamente affascinanti.

La carta di Amfortas

Apparentemente, sì perché in realtà il connubio fra musica e gioco qui viene esaltato grazie alla cura dei particolari nei personaggi, nell’ambientazione e nelle meccaniche di gioco, riuscendo a trasmettere con un piccolo mazzo di sole 30 carte tutta la maestosità dell’opera.

Il Kickstarter ai nastri di partenza

Un’idea ormai pronta per essere realizzata, ma che per vedere la luce dovrà necessariamente passare per una campagna Kickstarter. Grazie al supporto di Psicografici Editore, che da oltre dieci anni si propone nell’ambito della comunicazione, è arrivata la decisione logica di affidarsi a una campagna Crowdfunding

La piccola scatola

In calce troverete il link alla campagna Kickstarter. Clicca qui se non hai idea di cosa sia una campagna Kickstarter.

Scopriamo Parsifal a Game of Tarots

Il regolamento snello permette di entrare fin da subito nel vivo del gioco senza per forza essere appassionati di lirica né tanto meno esperti giocatori. Da 2 a 6 giocatori, si sfideranno in un botta e risposta a ritmo incalzante fino a che uno dei personaggi in gioco non avrà completato tutte le proprie missioni. 

Carte di Parsifal

Una volta disposti al tavolo (meglio se rotondo e abbigliati da damigelle e cavalieri…) i giocatori si sfideranno in tante partite quanti saranno. A ogni partita dovrà essere scelto un primo giocatore diverso.

Ognuno durante il proprio turno pescherà una carta e la posizionerà:

  • nella propria area, se si tratterà di un personaggio;
  • al fianco del mazzo, se sarà un artefatto.

Il Cigno, pur non essendo un personaggio, andrà piazzato nell’area del giocatore. Lo scopo, come detto in precedenza, sarà quello di completare tutte le missioni di uno dei propri personaggi in gioco, facendo sì che si verifichino tutte le condizioni richieste.

Esempio di Blocco

Ad esempio il personaggio di Kundry dovrà bloccare Parsifal, possedere l’artefatto Balsamo e nel mentre, affinché si possano considerare completate tutte le sue missioni, Klingsor dovrà essere nel Limbo.

Ad ogni turno il giocatore, potrà impossessarsi di un artefatto fra quelli disponibili vicino al mazzo, mettendolo direttamente sotto la propria carta personaggio. Bisognerà lasciare visibile solo nome dell’oggetto e le sue abilità. Durante la partita ogni personaggio potrà avere più artefatti sotto la propria carta. 

Parsifal con il Gral

Sarà possibile altresì abbandonare artefatti, riportandoli da sotto la carta del personaggio al centro del tavolo. Per finire, vero motore del gioco, sarà possibile utilizzare un’azione del personaggio o dell’artefatto in suo possesso. Una sola azione, a scelta fra le carte disponibili nella propria area.

Azioni delle carte

Durante il proprio turno si potrà utilizzare un’azione di uno dei personaggi in gioco, non bloccati, oppure degli artefatti assegnati a uno dei personaggi.

Ogni carta personaggio disporrà di Azioni le cui abilità permetteranno, ad esempio, di Bloccare un personaggio avversario piazzando la propria carta sopra quella dell’altro giocatore. Ogni artefatto del personaggio bloccato dovrà così tornare al centro del tavolo. Si potrà Controllare altri personaggi, sfruttando così le azioni della carta di un avversario. Interrompere le azioni di un avversario, durante il turno del giocatore attivo, interrompendo l’azione ma “bruciando” la propria carta nel Limbo

Esempio di Interruzione

Queste saranno solo alcune delle azioni disponibili in Parsifal a Game of Tarots, alcune saranno utilizzabili solo in determinate situazioni, magari con la commistione di più artefatti con un personaggio come ad esempio il Pane e il Vino, che se combinati insieme, permetteranno di far tornare carte dal Limbo.

Artwork di Parsifal a Game of Tarots

Quando negli articoli si parla di artwork di un gioco solitamente si usano termini come bello, brutto, carino, coerente e tanti altri sinonimi. Io qui userei Arte. I disegni di questo gioco sono pura arte. Un dark fantasy nei toni, ma molto alleggerito da colori più luminosi e con elementi in oro su geometrie simmetriche. Oltretutto quando le carte si accavallano durante il gioco, sia dritte che a 90 gradi, danno un senso di continuità.

Non conoscevo Emanuele Ercolani, ma dopo aver visto il lavoro eccezionale fatto per questo gioco, spero davvero di rivederlo presto lavorare su altri titoli. Arte.

Confessioni 

Ok, questo è un gioco di carte e perciò è giusto giocare a carte scoperte! Wagner lo conosco solo di nome e prima di questa settimana non avevo mai ascoltato intenzionalmente le sue opere, tanto meno il Parsifal. Ho cercato di colmare questa lacuna quando è arrivata la copia del gioco, rendendomi conto immediatamente che in realtà riconoscevo le parti del tema principale. Finalmente ho potuto dargli un’allocazione. Nella mia testa ora tutto è andato a suo posto. La cosa interessante è che durante le partite ho provato a lasciare in sottofondo l’opera, scoprendo che si armonizzava alla perfezione con il gioco. Potrebbe essere suggestione, ma credo che l’aver approfondito in rete la trama, riconoscendo quindi i personaggi e capendo il perché ad alcuni siano state assegnate determinate azioni, mi abbia aiutato nell’immedesimazione.

Carta di Gawan

Quando ho iniziato a documentarmi per capire se c’era la giusta correlazione tra gioco e opera sono rimasto piacevolmente stupito della cura e, soprattutto, del rispetto verso l’opera teatrale. Richard Wagner dedicò al Parsifal gli ultimi anni della sua vita, consapevole che sarebbe stato anche l’ultimo suo grande lavoro, quindi cercò di offrire la sua migliore opera ai posteri. La storia, presa dal Racconto di Tannhäuser di Wolfram von Eschenbach e dalla Cronaca delle leggende arturiane di Chrétien de Troyes, con in aggiunta alla trama elementi e personaggi ideati dallo stesso Wagner.

Alcuni aspetti più crudi non sono riportati nel gioco, ma la correlazione fra carte e personaggi hanno uno schema ben preciso. Un intreccio coerente con la trama originale, rispettando l’idea e mantenendone l’epicità.

Conclusioni

Parsifal – A Game of Tarots è sostenuto da un insieme di regole semplici e facili da comprendere, offre un’esperienza di gioco intensa in un botta e risposta dal ritmo coinvolgente. Vigoroso e incalzante degno del miglior Wagner. Può spiazzare inizialmente, sia per la mole di informazioni nelle carte, sia per la dispersione delle stesse sul tavolo. 

Non mi sono soffermato sui materiali, avendo a disposizione solo una copia demo, ma la scelta di utilizzare il formato tarocco, oltre che essere di sicuro effetto, rende ergonomicamente semplice giocare per via delle continue sovrapposizioni di carte. Sicuramente la scelta migliore per il gioco.

Il dorso del mazzetto

A ogni partita la sfida sarà tutta nel dover ricostruire di volta in volta una strategia, che immancabilmente rischierà di infrangersi alla contromossa degli avversari. All’inizio questo potrebbe creare problemi, rendendo difficile agire in maniera diversa da quanto inizialmente preventivato, ma una volta familiarizzato con i personaggi tutto avverrà in maniera naturale.

Una Carta artefatto

Tutte le immagini prese per questo articolo fanno riferimento a un prodotto in versione demo.

Ricordiamo che questo articolo è un contenuto sponsorizzato, vi invitiamo a prendere visione della campagna kickstarter al seguente link:

Campagna Kickstarter di Parsifal a Game of Tarots

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il Pabis

Redattore capo di Fustella Rotante

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