Cronache

Una estate a colori ep. 8: nuovo progetto!

Ce l’ho fatta! Può non sembrare vero ma sono riuscito a terminare la pittura di tutti quei (minuscoli) unicorni. Per chi dipinge potrebbe essere solo un piccolo passo, ma credetemi, per chi comincia (o almeno per me è così) è un grande risultato. Per quanto possa essere stato preciso e attento e accurato il risultato finale a un occhio esperto può sembrare grossolano, ma devo ammettere che vederli tutti colorati dona una grande soddisfazione.

Si passa dunque a un nuovo progetto! Altro gioco che avrei sempre voluto dipingere è “Dungeonology”, un Kickstarter fatto tempi addietro, ma di cui sto attendendo ancora del materiale e le cui miniature, molto dettagliate, mi hanno sempre ispirato.

Come per Unicorn Fever sono partito dall’espansione. In questo caso i personaggi e le pose sono molto più dinamiche ed evocative (se così si può dire). Qui dovrò utilizzare tutte le tecniche studiate. O almeno provarci.

Qui sono partito con un primer a pennello nero su cui poi ho provato, tramite il primer a bomboletta spray bianco, la tecnica dell’illuminazione.

dungeonology painted 1

Ho cominciato dalla miniatura più “semplice” su cui lavorare visto che, per sua natura, ha una sorgente di luce dichiarata: la fiaccola in alto nella mano. Ho immaginato la fonte di luce e ho spruzzato il primer bianco rispettando, per quanto possibile, quella angolazione.

dungenology painted 2

Il risultato effettivamente è interessante. Lo spray bianco ha messo in risalto alcuni punti lasciando in ombra altri. Guardate ad esempio il busto della miniatura, il fianco nello specifico. Guardate come alcune parti siano in luce e altre invece non siano state raggiunte dallo spray. E’ vero che questa “tecnica” mostra bene cosa va messo in rilievo e cosa no. Ora starà a me sfruttare al massimo questa possibilità. Piccola nota: usate i guanti quanto utilizzate il primer spray.

Qui di seguito un work in progress. Non è per nulla facile ricordarsi di fare le foto mentre si è concentrati nel dipingere.

Dungeonology painted 3

Come per tante attività manuali la mente si spegne e si rimane concentrati su quello che si sta facendo. Ma questa foto mi piace molto e per questo la condivido. Come vedete il mio parco pennelli si sta incrementando. Ho sentito la necessità di avere dei pennelli di misure molto piccole perché le miniature dei giochi, a meno di rari casi, hanno molti dettagli minuscoli che devono essere dipinti in punta di pennello. Ad esempio la miniatura della foto ha queste maniche tagliate in cui bisogna dipingere l’interno di nero. Trovo molto semplice usare un pennello fino piuttosto che uno grande. Questo è anche naturale. Il pennello 5/0 o 10/0 permettono di colorare veramente piccolissime porzioni di superficie. In questo caso la possibilità di errore (mano tremante o sbafi) sono più facili da controllare. L’aspetto negativo è che l’acrilico si asciuga rapidamente incrostando le setole. 

Passando ad altro, potete vedere che ho comprato un cutting mat. Mi serve soprattutto per proteggere le superfici da possibili macchie di colore visto che non ho un ripiano dedicato alla pittura. Sto pensando inoltre di prendere un punto luce ad hoc con magari un braccio flessibile da poter orientare l’illuminazione come mi è più comodo. Ritornando al cutting mat ne esistono di tante marche e dimensioni. Non ho trovato indicazioni particolari su quale scegliere e ne ho preso uno qualsiasi.

Infine, ultima cosa che mi viene in mente riguardando la foto è che sto utilizzando la carta da forno come foglio di appoggio per la wet palette. Effettivamente non c’è assoluto bisogno di comprare i fogli specifici proposti dalle varie marche. L’unica vera differenza è il fatto che dovrete tagliare la carta in funzione della dimensione della spugna. Questo perché non ci devono essere bolle d’aria tra la carta e la spugna, che farebbero essiccare più velocemente l’acrilico facendo perdere l’utilità della wet palette, e per proteggere la spugna stessa che potrebbe macchiarsi di colore non avendo più in questo modo un fondo neutro.

Torno a dipingere, vi racconterò si spera come è finita questa miniatura.

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Coso

Educato sin da piccolo tramite le migliori scuole (Ken il guerriero, I Cavalieri dello Zodiaco e City Hunter), già da bambino adoravo i giochi da tavolo. Dopo un’adolescenza alla deriva dedicata ai videogiochi, soprattutto avventure grafiche, e alla salsa (passione per il ballo ancora non del tutto sopita), sono tornato ai Giochi da Tavolo appassionandomi subito ai cosiddetti GdM (giochi di Merda per chi non avesse compreso n.d.r.).

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