Cronache

Rules. Ovvero: Indole Paternalistica

Una decina di anni fa, presso la Mediateca di Asciano, organizzai un progetto rivolto ai più giovani sul gioco intelligente. Si trattava di un laboratorio specifico per gli adolescenti il cui scopo principale era quello di far conoscere loro il mondo dei giochi di ruolo, dei giochi da tavolo, dei giochi di carte e simili. Non avevo molte speranze a riguardo, ma sorprendentemente l’idea non passò inosservata: sei ragazzotti si presentarono al primo appuntamento e finché il progetto durò lo seguirono con passione ed entusiasmo. 
 
La mia indole profondamente paternalistica mi spinse a strutturare il primo incontro come una sorta di lezione. Soltanto uno dei partecipanti era entrato in contatto in passato con la realtà ludica e ritenni perciò opportuno presentare loro il mondo multiforme che si stava per dischiudere. Mi focalizzai in particolare su un aspetto chiave, sul tema che consideravo, e considero tutt’ora, centrale  per vivere al meglio questo tipo di esperienza: le regole.
 
Rules. e tutte le sue regole
 
Può sembrare banale e scontato, quasi al limite del ridondante, dover specificare che un gioco funziona e diverte solo se si rispettano le regole, ma valutai fosse necessario un passaggio specifico visto che mi trovavo di fronte una manciata di adolescenti che, per definizione, devono imparare a infrangere le regole per crescere. 
 
Le regole sono una simulazione semplificata ma raffinata delle dinamiche sociali: tutti sono tenuti a conoscerle, a seguirle, a usarle ed eventualmente, in certi casi, a imparare a muoversi tra queste in maniera efficace e proficua, sempre nel rispetto del prossimo. Mille volte noi giocatori ci siamo lamentati di un regolamento pensato, scritto o anche semplicemente tradotto male. Questo perché sappiamo come nessun gioco possa realmente funzionare se tutte le sue parti non sono bilanciate, se non si incastrano bene tra loro, se anche banalmente una delle svariate regole è fraintendibile e lascia di conseguenza spazio all’interpretazione. 
 
Un percorso breve ma pieno di insidie
 
La regola non deve essere perciò percepita come una limitazione, ma bensì come uno strumento, anzi come lo Strumento con la S maiuscola per raggiungere il proprio traguardo. Imparare a fare questo ci permette di poter avere maggiori possibilità di vittoria, nel gioco come nell’esistenza quotidiana. Capita sempre più spesso che coloro i quali infrangono le regole nella società di oggi siano percepiti quasi come degli eroi, come dei modelli, come qualcuno da prendere da esempio e da ammirare. Noi giocatori sappiamo che non è così, che non può essere così, perché questo significa giocare sporco, in maniera scorretta, rendendo automaticamente impossibile, o comunque più difficile, giocare agli altri partecipanti alla partita. Certo, se ci troviamo di fronte a una regola sbagliata, evidentemente sbagliata, che non permette a tutti di divertirsi e di vivere a pieno l’esperienza, diviene giusto, anzi persino doveroso, lamentarsene e cercare di cambiarla, sia che si stia parlando di un gioco da tavolo sia che si stia parlando della vita reale. E questo noi giocatori lo sappiamo molto bene.
 
Sembra facile…
 
E poi ci sono giochi che sì ok le regole ma meglio se sono assurde, variabili, incostanti e pensate specificatamente per renderti il gioco ingiocabile. Come nel caso di Rules., progetto presente su Kickstarter e ideato da Fleur-de-Lis Games. Il meccanismo è davvero semplice: un percorso fatto di sole quattro tessere da ripetere tre volte. Il primo giocatore che riesce in questa impresa apparentemente facile vince. Il problema sono però le regole presenti nel mazzo di carte (120) che vengono estratte: quattro carte saranno sempre presenti sul tavolo e i giocatori dovranno rispettarle mentre svolgono il loro turno. Dovremo descrivere minuziosamente, come in una telecronaca, ogni nostra azione, oppure dovremo giocare senza mani, oppure tirare un dado a sei facce e compiere un’azione corrispondente. Una regola o più regole contemporaneamente dovranno essere rispettate dai giocatori, e ogni volta che raggiungeremo la quarta tessera del percorso potremo reclamare una carta regola come punto. Semplice ma profondamente divertente. Un casual card game pensato per 3-4 giocatori, dall’altissima rigiocabilità. 
 
Perché regole strane, sbagliate, ad personam, possono essere davvero esilaranti. Ma solo in gioco da tavolo. 
 
RIFERIMENTI:
Rules. Campagna Kickstarter
 
Logo DungeonDice.it

Nicola Patti

Suo nonno e i suoi amici si mettevano davanti casa per giocare a briscola fino a notte. Lui voleva giocare con loro. E così è iniziato il suo amore per i card games. E poi giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di ruolo dal vivo, videogames. Se solo non fosse uno dei peggiori strateghi e tattici sulla faccia della terra, se solo avesse voglia di leggere i regolamenti, se solo non fosse sfigato con i dadi sarebbe un ottimo giocatore. Da sempre sostiene che morire giocando è il secondo miglior modo per morire.

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