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La Casa Altrove: perdersi (e ritrovarsi) in un gioco

La Casa Altrove è un Gioco di Ruolo di Francesco Zani pubblicato da Studio Supernova e XV Games nel 2022 per la collana Corti&Colti (sì, quella di cui vi ho già parlato, supervisionata da Helios Pu). Questa Collana, che seguiamo dall’inizio, è già arrivata al quinto titolo… e pensate che ne ho saltato uno pur di farvi vedere questo gioco. La Casa Altrove nasce quasi per gioco, nella sua prima stesura, durante il Game Chef 2017. E ora è nelle nostre manine, pronto per essere giocato.

Vero, i recensori non dovrebbero avere a cuore i prodotti di cui scrivono, ma in questo caso (stavo per scrivere ‘in questa casa’) dobbiamo fare una dovuta eccezione. Morivo dalla voglia di avere questo gioco, perché è tratto da una delle opere che mi ha appassionato di più negli ultimi anni e di cui ho anche scritto di più. Il perché lo scoprirete più avanti. Siete pronti?

Questo gioco non è per te

This game is not for you.

Questo celebre incipit è un monito: ne La Casa Altrove troverete relazioni profonde, lacerazioni dolorose e turbamento. Tutto condito da quell’oscurità che si nasconde nell’angolino del vostro occhio, che sembra seguirvi da un po’ e che ha cambiato alcune parti della vostra casa. Ma lo sapete benissimo che non ha cambiato davvero la casa: è che ha cambiato VOI. E non si fermerà davanti ai vostri cari, non si fermerà finché non avrà inghiottito i vostri ricordi e tutti quelli a cui tenete. Siete curiosi, vero? Bene, è ora di cominciare l’Esplorazione.

La Casa Altrove: immagini bruciate.
Nessuna immagine è stata bruciata involontariamente durante gli scatti.

Ne La Casa Altrove vi troverete a giocare tutte quelle situazioni tipiche non tanto da ‘casa infestata’, perché non è un gioco che parla di fantasmi o demoni, quanto da ‘male latente’. Avete presente Casa di Foglie, capolavoro di Mark Z. Danielewski, ma anche Rose Red, dello zio Steve, o ancora La Casa degli Spiriti di Isabel Allende, nonché i molteplici luoghi labirintici dei racconti di Borges? Ecco, questo è il genere di storia che andrete a raccontare. Una famiglia (una famiglia ‘normale‘), si sposta in una nuova casa con l’intento di cambiare vita, portandosi dietro tutti i traumi e tutte le piccole gioie di ogni famiglia. Una volta arrivati sul posto, però, struttura della casa comincia a cAmbiAre, e diventa il punto di accesso per un mondo oscuro e profondo di cui nessuno aveva idea fino a quel momento: un luogo che richiama e che riflette qualcosa di chi si avvicina troppo. Un luogo che ha fame.

Di stanze e distanze

“… non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa.” […]

Per giocare La Casa Altrove c’è bisogno di una componente fisica, scaricabile gratuitamente dal sito di Studio Supernova: i piani della casa. Oltre a creare i membri della famiglia che la abiterà, i cui ruoli verranno ricoperti a turno da tutti i giocatori che vogliono farlo, bisogna infatti creare e definire ogni stanza della casa. Questo perché man mano che il gioco va avanti, le stanze si riempiranno di ricordi e di scene che renderanno viva l’intera dimora. E man mano che le stanze svaniranno nell’Altrove vi verrà chiesto di riflettere su cosa significava quella stanza, su cosa c’era di importante al suo interno, sarà uno spunto per i personaggi che ad essa erano più legati.

La Casa Altrove: spunti.
La Casa Altrove: spunti.

Cosa significa abitare una casa? Cosa c’è dietro ogni stanza e oggetto che la compone? Questa e altre domande saranno al centro delle scene. Per prima cosa, nel gioco, potrete creare i membri della famiglia. Persone che, volenti o nolenti, abitano insieme e condividono pezzetti delle loro vite: questo è importante, perché nel primo giro della creazione dei personaggi bisognerà scrivere almeno un legame speciale con almeno un altro personaggio. Al contrario, in un secondo giro intorno al tavolo, nasceranno delle Crepe tra mamme, papà, figli naturali, adottivi e parenti ospiti della casa. Piccole preoccupazioni, delusioni, ferite che le persone si infliggono a vicenda senza nemmeno saperlo. È così che va la vita.

Fotografie

[…] “Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa è un altro luogo.” […]

La partita si apre con delle Diapositive. Ogni giocatore, a turno, vestirà i panni dell’Architetto e imposterà una scena brevissima con lo scopo di mostrare un aspetto della vita quotidiana della famiglia. Risate, compiti, hobby e lavoro saranno il tema del Prologo. Si approfondiranno i Legami tra i membri della famiglia, si giocherà per scoprire cosa succede nella casa ogni giorno. E dove sono le Crepe.

La Casa Altrove: come una Polaroid.
La Casa Altrove: come una Polaroid.

La Casa Altrove è un gioco che parla principalmente di oscurità. Le diapositive, come in un vecchio film horror, dovrebbero avere una macchia, una bruciatura di sigaretta, un particolare che stona con il senso di gioia per le nuove opportunità che la casa rappresenta. Non succede ancora niente di allarmante, ma qualcosa scuoterà le fondamenta e risveglierà l’Altrove. E come nei migliori film, all’inizio nessuno ci crederà. Terminato il Prologo, ovvero quando ognuno avrà scritto almeno tre Legami o Crepe sulla scheda del proprio personaggio, si procederà col Primo Atto.

Dramma in tre Atti

[…] “Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla;” […]

Il gioco, da questo punto in avanti, si sviluppa in Tre Atti che termineranno inevitabilmente con la morte l’Epilogo. Ogni Atto si compone di una parte di gioco libero e un’Esplorazione. Durante il Gioco Libero si possono esplorare le dinamiche della famiglia. A turno ci si passa il ruolo di Architetto. In questo ruolo si deve narrare una scena che abbia per protagonista il proprio personaggio, ma tutti gli altri sono liberi di intervenire e di fare domande, chiedendo all’Architetto di approfondire temi e mostrare qualcosa che ancora non è stato messo a fuoco, magari.

Ho dimenticato di parlare dei segnalini?
Ho dimenticato di parlare dei segnalini?

I tre atti dovrebbero essere un’escalation. Di tensione, orrore, violenza, insomma, di tutto quello che c’è di negativo nella casa. Tutto deve tendere all’Altrove, all’oscurità e alla fiNe. Se nel Primo Atto c’è qualcosa che serpeggia nelle fondamenta della casa e che si sta infiltrando, verso l’ultimo questo male dovrebbe aver preso il cuore di qualcuno, portandolo a fare follie. O di tutti, e chissà cosa potrebbe succedere… in ogni caso questo è ciò che dovete scoprire. All’inizio di ogni Fase una stanza si sposta nell’Altrove, e a seconda dell’esito del lancio delle monete, altre potrebbero seguirla. Al momento dell’Esplorazione, quindi, ci saranno diverse stanze ad aspettarvi.

L’Esplorazione: l’Abisso ti guarda

[…] “sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne.” […]

Tipicamente, quando si apre una finestra (ok, una porta, nel nostro caso una porta) sull’oscurità, ci sarà sempre qualcuno che avrà voglia di guardarci dentro. E sì, lo sappiamo tutti che se guardi nell’Abisso, lui ti vedrà. È proprio questo il punto. Questo cambiamento incomprensibile nella vita quotidiana, in una casa che si dovrebbe conoscere bene (e invece no) porta alle domande, che si trovano nelle Fondamenta della Casa. In che modo l’Altrove ti sta chiamando? Che influenza ha avuto l’Altrove sui tuoi Legami? Cosa, della casa, rivela improvvisamente un segreto nascosto? Le Esplorazioni concludono ogni Fase del gioco, e sono i momenti in cui si tirano le somme di quel che sta succedendo tra i personaggi.

Dovrete davvero esplorare. No. Non è facoltativo.
Ne La Casa Altrove dovrete davvero esplorare. No. Non è facoltativo.

Durante le Esplorazioni si cercano principalmente nell’Altrove, che scopriremo essere più all’interno dei personaggi che all’interno della Casa, le risposte a quelle domande. E alla fine le crepe tra i personaggi diverranno corridoi vuoti, stanze dalle architetture impossibili e voragini che inghiottono ogni luce. Inutile dire che i nostri ‘eroi di tutti i giorni’ ne usciranno cambiati. Sempre che ci riescano.

Il manuale

[…] “La casa è grande come il mondo.”

Quando ho visto la copertina de La Casa Altrove, mi è stato subito chiaro di cosa parlasse il gioco. Questo perché l’idea di base, dalla disposizione del testo al numero di pagina nascosto in giro per le pagine, rende perfettamente l’idea di spaesamento che dovrebbe dare l’Altrove. Caratteri diversi, dimensioni e direzioni, il testo cambia di pagina in pagina, ed è molto bello che una piccola edizione sia stata curata in modo così ossessivo preciso.

La Casa Altrove. Perdersi.
Ho scelto il pavimento per aiutarvi. E allora?

Il testo, come del resto ho già avuto modo di appurare negli altri volumi della collana Corti&Colti, è scevro da inutili ripetizioni. Le informazioni sono date esattamente nel momento in cui servono, al rischio di risultare strane a un lettore non del tutto concentrato. Ma se siete assaliti da questi dubbi vi invito a rileggere il manuale, vedrete che tutto è nel punto giusto, al momento giusto. Magari più impegnativo, ma dichiaratamente la collana punta a un livello MOLTO alto. Che dire se non ‘bravi’?

Epilogo

– J. L. B.

Non mi dilungherò su come questo gioco smuova qualcosa che non dovrebbe, nel profondo. Vi confesserò che questo fa parte di quelle esperienze di gioco che, affrontate con le persone giuste, potrebbero valere quanto una seduta di psicoanalisi. Ed è proprio per questo che generalmente non mi sottopongo a questo stress emotivo. Ma la verità è che se amate come me l’immaginario orrorifico e dell’assurdo delle opere Borgesiane, se vi manca quel senso di labirintica oscurità che solo pochi scrittori hanno saputo donarci, e che magari sentite vicino perché infesta i vostri incubi, allora questo gioco lo dovete provare.

La Casa Altrove fa parte di tutta quella serie di giochi di ruolo che ripropongono esperienze al limite del cinematografico. Mi viene in mente, su tutti, Lovecraftesque, che propone un simile sistema di tensione crescente, anche se qui non c’è un Mistero altrettanto inavvicinabile. L’orrore di questo gioco è talmente vicino che fa paura sul serio. Vi auguro di divertirvi. E di spaventarvi. E di rimanere turbati. Davvero.

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