Cronache

Una “estate” a colori ep. 9: Washhhhh

Sono sincero, in questo lasso di tempo non ho avuto molto tempo per dedicarmi alla pittura. In certi giorni, sapendo di avere poco tempo, non ho tirato fuori nemmeno il materiale. Comunque ho terminato di colorare la miniatura della scorsa volta.

Dungeonology painted 3

Chi di voi mi ha seguito fino a qui, o almeno l’ultima volta, dovrebbe porsi una domanda vedendo la miniatura qui sopra…che fine ha fatto il chiaroscuro derivante dalla tecnica dell’illuminazione? Bene, è letteralmente andata a farsi benedire. Lo so, ho tentato di creare differenti tonalità dello stesso colore per riuscire ad avere livelli diversi di ombreggiatura lungo le superfici, ma quello che effettivamente ho ottenuto è stato un effetto zebrato (non saprei come altro definirlo) terrificante. Trovo ancora molto difficile la “gestione” del colore. Credo che quello arriverà solo con la pratica.

Mi sono dunque concentrato nel dipingere la miniatura al meglio per poter passare i cosiddetti Wash e dare “tridimensionalità” al tutto. Come si può vedere dall’immagine non ho dipinto solo i dettagli, come gli occhi o le nappe sui calzini, aspettando di rifinire il tutto solo dopo aver inchiostrato.

L’idea che avevo (uso l’imperfetto per un motivo che poi capirete) in testa era di passare uno wash, lumeggiare con il dry brush e rifinire i dettagli. Un programma che è andato in fumo dopo il primo step.

dungeonology painted 4

La miniatura sembrava uscita da una miniera di carbone. Certo mi sarei dovuto fermare dopo la prima pennellata, ma ormai il danno era fatto e ho voluto vedere l’effetto dello wash sulle varie parti. Anche se non sembra non l’ho passato allo stesso modo ovunque. Ho fatto delle prove. Non si vede?

Ok, sono sincero. Nel momento in cui stavo scattando la foto qui sopra ero particolarmente sconfortato. Era come vedere il mio lavoro completamente rovinato. Non posso negare che se si guarda il prima e il dopo, alcune parti hanno effettivamente acquisito profondità, ma è innegabile la miniatura avesse bisogno di una riverniciata.

Armato di santa pazienza ho “ripulito” il tutto. Mano mano che affrontavo nuovamente le varie sezioni però notavo come l’inchiostro avesse donato alla miniatura quel senso di “sporco” (confronto al colore puro) che lo rendeva allo stesso tempo “vivo” e “realistico”. Dopo un lungo lavoro sono arrivato a questo risultato:

dungeonology painted 5

Ci sono tanti particolari che sono riuscito a rendere bene e di cui sono molto soddisfatto. Non mi voglio dilungare altrimenti farei un book fotografico per una sola miniatura. Logicamente l’effetto finale non era quello immaginato (volevo una miniatura metà in luce e metà in ombra), ma sono sufficientemente contento del risultato.

Cosa ho imparato questa volta? Che gli wash devono essere usati con cura utilizzando colori affini a quelli che si stanno coprendo per dare la giusta profondità ai vari comparti della miniatura. Tra l’altro non bisogna esagerare con gli inchiostri perché dopo correggere un errore è un pò più difficile.

P.s. Al personaggio ho fatto 2 occhi che sembra sotto effetto di stupefacenti…fa troppo ridere. Ok devo esercitarmi anche su questo.

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Coso

Educato sin da piccolo tramite le migliori scuole (Ken il guerriero, I Cavalieri dello Zodiaco e City Hunter), già da bambino adoravo i giochi da tavolo. Dopo un’adolescenza alla deriva dedicata ai videogiochi, soprattutto avventure grafiche, e alla salsa (passione per il ballo ancora non del tutto sopita), sono tornato ai Giochi da Tavolo appassionandomi subito ai cosiddetti GdM (giochi di Merda per chi non avesse compreso n.d.r.).

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