Cronache

Una estate a colori Ep.6: si comincia sul serio!

Dopo le prove fatte nelle giorni scorsi ho deciso di cominciare a lavorare su miniature a cui mi interessa realmente dare colore. Come ho scritto nel primo episodio, un gioco che volevo dipingere è “Unicorn Fever” della Horrible Guild, quindi ho passato il primer sulle miniature della espansione (sempre per la logica che un errore “fatale” non comporterebbe la distruzione del gioco base).

Inoltre ho pensato che, essendo un gioco colorato e “fumettoso”, forse non sarebbe stato necessario l’utilizzo di un lavaggio in modo da lasciare i colori brillanti. Questo dovrebbe rendere la pittura un po’ più semplice. 

Unicorn Fever primer

Ho passato il primer bianco a pennello. Come si vede dall’immagine non ha coperto bene la miniatura. Il nero, nelle prove fatte, era migliore anche se ha la stessa densità. Ho deciso di non fare una seconda passata di primer per paura di coprire i dettagli di una miniatura già piccola. E’ stata una scelta sofferta in quanto non sapevo come si sarebbe comportato il colore sulla disomogeneità del primer sottostante.

Appena asciutto (ho aspettato 5 minuti) ho iniziato a dipingere utilizzando i colori presi. Per il momento non ho voluto fare troppi mix affidandomi alle tonalità base comprate. Alcuni colori hanno pigmenti estremamente coprenti, altri, anche se sembrano avere la stessa densità, hanno avuto bisogno di più passate.

Non capisco se c’è un modo di rendere meno liquidi alcuni acrilici. Ho fatto anche la prova di lasciare una/due gocce all’aria per vedere se si rapprendessero, ma il risultato è stato abbastanza deludente: si sono seccati e basta. In questo gli acrilici non sono come le tempere.

Miniatura Unicorn Fever finita

In quasi 3 ore ho finito la prima miniatura. Che fatica!

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Ora capisco la funzione della wet palette! I colori rimangono umidi a lungo confronto a quelli lasciati ad essiccare!

Logicamente la parte più faticosa sono stati i dettagli e i punti di precisione (come la “collana” o le 2 righe sul culetto dell’unicorno). Di pennelli, su miniature di questo genere, serve praticamente solo il 10/0 e il 5/0. Il pennello 0 è quasi inutile mentre il 2 è come un bazooka puntato su una formica (lo so, ho esagerato).

Confronto tra miniatura dipinta e non dipinta Unicorn Fever

La differenza tra dipinta e non dipinta però alla fine si fa sentire. Spero con le prossime di essere più veloce. 

Sulla criniera mi sono voluto cimentare con un po’ di dry brush. Nella sostanza ho preso un colore, in questo caso a contrasto, con un pennello piatto. Ho intinto il pennello nel colore cercando di prelevare poco acrilico. Poi ho “scaricato” il pennello su un tovagliolo di carta fino a quando ho visto che le setole non coloravano più. Infine ho spennellato le punte della criniera. 

Per quanto avessi scaricato il colore, il pennello ha rilasciato un sacco di pigmento sulla miniatura! Quello che non mi è piaciuto è che per quanto sia stato attento, le pennellate hanno fatto un effetto “granuloso” (pixelloso si può dire? Ah no?) non particolarmente attraente. 

Vabbè per adesso mi accontento. Vediamo come va con le prossime.

 

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Coso

Educato sin da piccolo tramite le migliori scuole (Ken il guerriero, I Cavalieri dello Zodiaco e City Hunter), già da bambino adoravo i giochi da tavolo. Dopo un’adolescenza alla deriva dedicata ai videogiochi, soprattutto avventure grafiche, e alla salsa (passione per il ballo ancora non del tutto sopita), sono tornato ai Giochi da Tavolo appassionandomi subito ai cosiddetti GdM (giochi di Merda per chi non avesse compreso n.d.r.).

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