Tapestry

Puntata #16 – 03/09/2019

In questa puntata vi parleremo di Istanbul, gioco del 2014 di Rüdiger Dorn edito da Pegasus Spiele Global e portato in Italia da Asmodee Italia, che vede da 2 a 5 mercanti sgomitare per le strade della città turca per raccogliere prima degli altri i rubini necessari a vincere la partita.

Proseguiremo poi con una delle novità del momento, Small Islands di Alexis Allard, piazzamento tessere per 1-4 giocatori edito da MushrooM Games e arrivato in versione italiana grazie a Playagame Edizioni.

Ci occuperemo poi di Tapestry, il nuovo gioco di Stonemaier Games che arriverà sui nostri tavoli il prossimo mese e che è già al centro delle polemiche per un prezzo che è già stato annunciato essere importante. Avendo partecipato alla fase di test sul prototipo PnP nei mesi scorsi saremo in grado di darvi qualche informazione in più sulle meccaniche, così da permettervi di capire meglio se per voi vale la pena o meno investire su questo titolo.

Tapestry, la civilizzazione secondo Stegmaier

Ieri, nel corso del consueto Q&A che tiene settimanalmente, Jamey Stegmaier di Stonemaier Games ha finalmente annunciato il suo nuovo gioco, Tapestry, che uscirà prima di Essen.

Tapestry è un gioco di civilizzazione per un numero di giocatori da 1 a 5, che promette di far restare ogni partita sotto le due ore restituendo una buona sensazione di crescita e sviluppo.

Illustrato dallo stesso artista che ha lavorato su Everdell, Andrew Bosley, questo nuovo gioco sarà (parole di Stegmaier) il più costoso nel catalogo dell’editore americano ma lo stesso autore dice che le aziende avranno difficoltà a creare dei componenti premium perché quelli inclusi nella scatola saranno già al massimo della qualità. Inoltre la prima tiratura mondiale, di 25mila copie, sarà numerata.

Non saranno presenti componenti in legno e secondo l’autore anche le miniature saranno di un materiale di alta qualità.

A differenza di altri giochi di civilizzazione Tapestry non sarà basato sulla storia del mondo reale, così da lasciare la massima libertà ai giocatori per lo sviluppo delle proprie civiltà senza essere influenzati da binari prestabiliti. Inoltre non sarà presente la parte religiosa.

L’interazione tra giocatori sarà per lo più positiva e i giocatori potranno beneficiare in parte anche degli sviluppi tecnologici degli avversari.

Un altro degli aspetti di cui l’autore è particolarmente orgoglioso è il regolamento, composto da appena 4 pagine.

Anche in questo caso la scimmia scorre potente in noi e non vediamo l’ora di poter mettere finalmente le mani sulla versione definitiva dopo mesi di playtest. 🙈🙈

#restateingioco #fustellacivilizzante