Cronache

Startups: piccoli azionisti si diventa

Timbro letto per voi

Oink games Inc.

La prima volta che ne ho sentito parlare ho pensato che fosse qualcosa di assurdo e particolare. Una di quelle cose da appassionati che solo i pazzi potevano andare a ricercare.

Si parlava di un editore giapponese, con il marchio rappresentato da un naso da maiale, che produceva, a detta di chi me ne stesse parlando, giochi da tavolo in scatole minuscole da collezionare. Ripeto:  “giapponese”, “maiale” e “scatole minuscole”, tutto nella stessa frase. Assurdo.

Poi l’illuminazione.

Oink games marchio

Sturtups

Penserete che ora vi parli del gioco e invece no. Voglio ancora parlarvi della Oink games perché sì, è tutto vero, è una casa editrice giapponese, con il simbolo del naso da maiale come marchio, che produce tutti i suoi giochi nello stesso formato: scatoline della dimensione di 11×6,5 cm. E  per questo dovreste, quanto meno, andare a visitare il loro sito.

Nessuno dei loro giochi lo definirei una perla rara da avere, ma stranamente, tutti i loro giochi girano stramaledettamente bene. Forse perché hanno meccaniche già rodate, già viste, e sono messe in scatoline piccole e composte da poche regole e pochi componenti. Ma io le adoro e vi spiegherò, alla fine, perché ve ne ho voluto parlare.

Ora invece vi descrivo Startups, gioco per 3-7 giocatori, della durata di 20 minuti composto da una manciata di token e carte. In Startups bisognerà collezionare più denaro possibile. Il più ricco a fine partita sarà il vincitore.

Il setup è semplicissimo: si mischiano le carte e, prima di darne 3 a ogni giocatore, se ne ripongono 5 nella scatola che non entreranno in gioco. Con le restanti si creerà una pila di pesca al centro del tavolo. Ogni giocatore poi prenderà 10 monete che terrà davanti a sé rivolte con il valore 1 a faccia in su (nel retro c’è il valore 3).

Startups scatola

La regole del gioco sono altrettanto semplici. Nel proprio turno si può decidere di pescare dalla pila al centro del tavolo o prendere una carta scartata dai nostri avversari nei turni precedenti (queste carte formeranno il mercato). Se si decide di pescare dalla pila, su ogni carta presente nel mercato si dovrà posizionare una moneta da 1. Se invece si decide di prendere una delle carte scartate dagli avversari, si prenderanno contestualmente tutte le monete sopra di essa.

Come seconda mossa si può calare davanti a sé una carta, dichiarando così di essere azionisti di una delle 6 aziende del gioco, oppure scartare una carta, che andrà a finire nel mercato.

Se durante la partita si posseggono più azioni confronto a tutti gli altri giocatori di una determinata azienda, verrà assegnato a quel giocatore il relativo token anti-monopolio. Questo non consente di prendere le carte di quella azienda dal mercato, ma permette, allo stesso tempo, di non posizionarci sopra monete se si pesca dalla pila centrale.

Quando viene pescata l’ultima carta termina il gioco. I giocatori calano le ultime tre carte che sono rimaste loro in mano e si determinano le maggioranze. Chi ha più azioni di una azienda verrà pagato da chi ne ha di meno (almeno una però). In questo caso il socio di “minoranza”, per ogni carda di quella particolare azienda, dovrà dare al socio di maggioranza 1 moneta di valore 3 girando sostanzialmente la moneta in suo possesso.

startups token

Perché ve ne parlo

Qualche considerazione veloce su Startups. Considerando che per ogni azienda si conosce il numero esatto di carte nel gioco, considerando che 5 di queste carte sono scartate casualmente a inizio partita e che le maggioranze saranno determinate dopo che i giocatori avranno calato le ultime 3 carte che hanno in mano, potete immaginare quale gioco di deduzione e bluff sia Startups.

E’ originale? forse no, e non è di sicuro il gioco della vita, ma è assolutamente divertente. E se vi ho incuriosito almeno un pò dovete ascoltare quello che sto per dirvi.

I giochi della Oink games sono difficili da reperire. Ce ne sono alcuni su Amazon e su qualche sito di giochi da tavolo, ma non si trovano mai tutti. Inoltre, tenete presente che sono tutti giochi in giapponese e inglese, mai in italiano. Se però dopo le mie parole vi rendete conto che gli Oink games devono fare assolutamente parte della vostra collezione, vi avverto che da poco su Kickstarter questa casa editrice ha lanciato un progetto dove, oltre a finanziare tre giochi, potrete recuperare i loro titoli precedenti (il link qui).

Se fossi in voi un pensierino lo farei.

 

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