Cronache

Kaitō: il gioco provato durante tutte le Feste di Natale!

Timbro letto per voi

Flash-back: Natale del 2019.

D: A che giochiamo?

G: A carte.. a che altro?

D: No dai papà, ti propongo un gioco da tavolo: Perudo. Così facciamo giocare tutti.

G: Uhm..lo sai che non mi piacciono i giochi da tavolo e non voglio imparare mille regole, lascia stare.

D: No vedrai, è un gioco semplice, ci divertiremo.

Il pomeriggio del  25 dicembre 2019  sei persone si sono divertite giocando a Perudo.

 

Natale del 2020. Anno COVID.

D: Papà visto che quest’anno non possiamo vedere nessuno ti ho portato un gioco per 2.

G: ma è semplice? Vediamo.

D: Stai tranquillo: 2 regole in croce. Proviamo!

Il pomeriggio del 25 dicembre 2020 padre e figlio si sono divertiti facendo venti e più partite a Kaitō.

 

Questo incipit un pò romanzato (ma neanche più di tanto) è per raccontare come Kaitō sia stato per me l’ancora di salvezza ludica di questo Natale. Complice mio padre, ammorbidito fin dall’anno precedente verso i GdT e quindi più propenso a sedersi al tavolo, ho avuto modo di provare, più e più volte, questo gioco della Steffen Spiel portato in Italia per noi dalla XVgames.

Kaito componenti

Cosa è Kaitō

Come tutti i giochi proposti da Marcello Bertocchi, Kaitō è un gioco astratto, composto da 36 tessere e un pedone, dalle regole semplicissime, ma da una profondità strategica straordinaria. Le regole:

  • Posizionate le 36 tessere in una griglia 6×6 a faccia in giù e in modo casuale.
  • Girate tutte le tessere e rimuovete dalla griglia le uniche due tessere con la faccia vuota.
  • Scegliete il giocatore iniziale. L’avversario deciderà dove partirà il pedone, che all’inizio della partita può essere posizionato solo in uno dei due spazi vuoti sulla griglia generati dalla rimozione delle due tessere precedenti.
  • A turno i giocatori devono muovere il pedone. Ci si può muovere di quante tessere si vuole ma solo lungo la riga o la colonna dove è posizionato il pedone stesso. La tessera su cui si poggerà il cilindro sarà “mangiata” e sarà il punto di partenza del movimento dell’avversario.
  • Si vince se: nella griglia non sono più presenti i tre elmi o le sette spade del rivale o se quest’ultimo non può più muovere.

Ci sono altre 2 regole:

  • si possono mangiare anche i propri pezzi (ma considerate che se vi auto-mangiate un elmo o una spada state nella sostanza aiutando l’avversario).
  • C’è modo di “comprare”  gli elmi o spade catturate dal rivale scambiandole con i mon (i “simbolini” su alcune tessere)

Kaito setup iniziale

Setup iniziale

 

Tutto qui?

Sì. Muovi in orizzontale o verticale e mangi.

Niente di più. Ma è proprio in quel niente che c’è tutto. Decidere cosa mangiare e di conseguenza dove lasciare il pedone, che sarà il punto di partenza del nostro rivale, è tutto. Si è sempre chiamati a scegliere tra l’occasione di catturare un pezzo avversario prezioso, magari esponendosi a un futuro attacco, e ostacolare il gioco avversario costringendolo a un passo falso.

In Kaitō non esiste una strategia vincente, una tattica più forte delle altre. Allo stesso modo non esiste una disposizione di tessere sfortunata o migliore di altre. Sta tutto alla bravura dei giocatori che, in un tam-tam “scacchistico”, dovranno muoversi bene per vincere la partita. Bisogna pensare sempre almeno 2 mosse avanti per poter dominare il gioco. E non sempre è facile.

Partita a Kaito

Kaitō a Natale

Le prime partite sia io che mio padre abbiamo puntato a eliminare direttamente gli elmi o le spade altrui. C’era un pò di strategia nell’ostacolare le mosse, ma non consideravamo importanti i mon, utili solo per riacquistare i pezzi mangiati. Più giocavamo più ci siamo resi conto come ogni pezzo in Kaitō sia importante. I mon dell’avversario catturati non sono solo utili per spostare il cilindro in posizioni scomode per il nostro rivale, ma permettono al momento giusto di riposizionare un nostro pezzo in un punto strategico.  Tutto è importante in Kaitō, non solo quando mangi o dove sposti il cilindro, ma anche quando ricompri un pezzo e dove lo posizioni. Ogni partita dura non più di 10 minuti e la rigiocabilità è assicurata da una griglia sempre diversa che porterà i giocatori a dover fare scelte strategiche sempre nuove in funzione dell’andamento della partita e del posizionamento delle tessere.

Quando Marcello venne in trasmissione presentando i giochi della Steffen Spiele, Kaitō è passato un pò in sordina. Mi spiace dirvi però che è un meraviglioso astratto per 2 che vale assolutamente la pena possedere.

qui

Ah, ve l’ho detto che è tutto in legno?

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Se questo articolo ti è piaciuto, forse potresti voler dare un’occhiata anche a: “Il gioco è Tratto: Ritorno all’Old School”
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