Cronache

Ciak, si gioca!

Timbro letto per voi
 

Vi è mai capitato di fare un salto sulla sedia guardando un film o una serie? Quando, ad esempio, inquadrano le vie della vostra città o riconoscete la spiaggia dove passate le vacanze. Oppure, perché no, vedete traccia del vostro hobby preferito: i giochi da tavolo. Vediamo insieme quali sono gli “avvistamenti” di giochi da tavolo nelle serie e nei film.

in Zathura non bisogna fidarsi degli altri giocatori
Zathura – Un’avventura spaziale (2005)

Premessa

Vi tolgo ogni dubbio: qui non possiamo essere esaustivi, prenderemo in esame solo alcuni tra film e serie con giochi da tavolo. Inoltre non considereremo i giochi da tavoliere come gli scacchi: da Il settimo sigillo (1955) fino a La regina degli scacchi (2020), dovremmo farne un articolo a parte.

Il cast di CLUE
Signori, il delitto è servito (1985)

I film dei giochi

Capitolo interessante con cui partire è quello dei film in cui il tema del gioco da tavolo è centrale, come Jumanji (1995) e Zathura – Un’avventura spaziale (2005) molto godibili. Il primo è diventato di culto anche per la presenza di Robin Williams, il secondo risulta un po’ noioso, come un gioco piatto senza il giusto gruppo di amici.
Non possiamo saltare qui la trasposizione in pellicola dei classici di casa Hasbro come il film ispirato da Cluedo, Signori, il delitto è servito (1985), o la battaglia navale combattuta con gli alieni di Battleship (2012). E, a quanto pare, Hasbro avrebbe annunciato altri film e serie ispirate dal suo catalogo di giochi (tra cui ci sarebbe anche una serie per Risk, un remake di Clue oltre al film su D&D e Magic).

 
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Di solito l’accordo con gli spettatori che vanno a vedere questi film è chiaro: lo abbiamo fatto solo per fanservice, non vi aspettate capolavori! Invece non sono giochi ma giocattoli i protagonisti di Small Soldiers (1998): nel negozio di giocattoli del protagonista, fanno l’apparizione fugace alcuni astratti Gigamic tra cui il sempreverde Quarto! che muoveva in quegli anni i primi passi (e incassi).

Il gioco rapisce i giovani protagonisti
Zathura – Un’avventura spaziale (2005)

Il gioco nel titolo

Vi segnalo anche il tutt’altro che allegro Quintet (1979) di Robert Altman, in questa distopia, ambientata in un tempo e luogo imprecisato, il gioco da tavolo Quintet decreta la sorte degli individui, chi vince vive chi perde muore: Paul Newman e Vittorio Gassman, attori nel cast, probabilmente non sono più entrati in una ludoteca finita la produzione del film! Da notare che alla prima del film veniva distribuito un opuscolo con le regole del gioco, si trova su internet ma probabilmente come gioco in sé non è che funzionasse bene (da una parte è meglio così, era un gioco con la Player Elimination!)

nel Quintet vinci oppure muori
Quintet (1979)

Guarda: un gioco!

Ma i giochi da tavolo nella maggioranza dei film e serie li trovate impilati insieme ad altri giocattoli nella cameretta o con il tabellone aperto e la famiglia che ci gioca. Uno su tutti: Monopoly. Questo gioco si trova nelle camerette di tantissime serie come Due uomini e mezzo (2003-2015) o Grey’s Anatomy (2005-). In Storia di un matrimonio (2019) Scarlett Johansson si arrabbia proprio perché va a finire in prigione.

Quindi se Monopoly stravince anche Scrabble non va male, e con questo gioco di parole alziamo un pochino anche l’età dei giocatori e in alcuni casi la drammaticità delle pellicole che lo riprendono, come nel caso di The Handmaid’s Tale (2017-) in cui si scopre quanto sia difficile organizzare una partita a Scrabble in un’America distopica dove alle donne non è permesso leggere.

Il gioco in questo mondo non è cosa semplice
The Handmaid’s Tale (2017-)

Giochi Bazinga!

Quindi non c’è niente da fare? I giochi che preferiamo non esistono negli universi cinematografici e delle serie? Non è così, e partiamo proprio dalla serie che ha elevato la cultura pop riconoscendola come dominante e non di nicchia (almeno guardando i rating e gli assegni milionari incassati dagli attori): The Big Bang Theory (2007-2019). I giovani ricercatori nerd protagonisti della serie sono anche grandi appassionati di board games: nelle puntate della serie spesso giocano a titoli come Talisman e Settlers of Catan ma in altre puntate si vedono chiaramente altre scatole tra le quali quelle di Dominion e Star Trek Expeditions.

in BBT si gioca
The Big Bang Theory (2007-2019)

Giochi originali

Ma non solo: Sheldon & co. giocano a un titolo di finzione, creato per la serie, chiamato Mystic Warlords of Ka’a. Il gameplay sembra non essere un granché: si gioca a turno una carta con vari poteri stile Magic: la cosa spassosa è che online girano le liste e le “scansioni” promozionali di alcune carte, una vera chicca per gli appassionati! Nota finale sulla serie (che da sola riempirebbe un articolo a sé): anche Sheldon prova a fare il game designer e porta alla luce Research Lab. Peccato che risulta essere un semplice gioco di percorso con la copertina retrò anni 60: da uno come Sheldon ci si aspettava un bel cinghialone spacca cervelli. Per chi volesse approfondire potete dare un’occhiata all’articolo su Ilbosone.com

in BBT si gioca a Catan
The Big Bang Theory (2007-2019)

Giochi LEGGEN.. non ti muovere… DARI!

Mentre a Pasadena i ricercatori sono immersi nella cultura pop, a New York un altro gruppo di trentenni è alle prese con la crescita, il lavoro e le relazioni: parliamo di How I met your mother (2005-2014). Ted e compagni si incontrano parecchie volte con i giochi da tavolo, soprattutto con party game (più adatti per questi ragazzi che non si possono proprio definire “nerd”). Tra l’altro Marshall, uno di loro, nelle prime puntate costringe i suoi amici a testare un gioco creato da lui, il “Marshgammon”, una specie di gioco dell’oca con prove e test di tutti i tipi, probabilmente ingiocabile da sobri (ma la combriccola difficilmente lo è).

Marshgammon
How I met your mother (2005-2014)

E alla fine arriva il nerd

Inoltre tramite il personaggio ricorrente del papà di Lily, Mickey Aldrin, la serie prende un po’ in giro il mondo dei super appassionati di board games: Mickey è un padre perennemente distratto dal game design, dagli appuntamenti ludici e dalle convention internazionali: era a Toledo per una CON di board games quando ha speso tutti i soldi che servivano per l’apparecchio della figlia. Un quadretto piuttosto disonesto per tutti gli appassionati di giochi da tavolo che sono anche papà.

Mickey Aldrin alla CON di board games
How I met your mother (2005-2014)

Non solo Monopoly

Siamo quasi giunti alla fine, ma vi lascio questi ultimi “avvistamenti” che fanno sperare che la nicchia si stia allargando un po’ oltre i grandi classici Hasbro: in Game Night – Indovina chi muore stasera? (2018) promettente film per la tematica, in realtà l’unica nota di rilievo è che si intravedono i meeple nella grafica del film, purtroppo il titolo è molto deludente e incentrato su party games e trivia in generale; invece nella serie Happy Valley (2014-) si gioca a King of Tokyo e in Madam Secretary (2014-2019) vediamo degli adulti che decidono di giocare a Catan (e non sono particolarmente nerd).

Per ultimo vi segnalo Quasi nemici – L’importante è avere ragione (2017) dove vediamo la protagonista usare la retorica per vincere a Lupi Mannari di Roccascura: e questo intermezzo ludico non è casuale, la retorica è l’oggetto del film.

Il Lupo Mannaro è proprio lei
Quasi nemici – L’importante è avere ragione (2017)

Fine del Gioco

Questa breve carrellata è conclusa e tirando le somme diciamo che film e serie si stanno accorgendo anche degli altri giochi da tavolo, oltre ai soliti di 100 anni fa, forse per l’arrivo di menti più giovani, forse perché si sta diffondendo un modo diverso di giocare o più semplicemente perché stanno cambiando le aziende che fanno product placement di giochi nei film!

Se questo articolo ti è piaciuto, dai un’occhiata anche a: LA VITA DEL GIOCATORE DA TAVOLO IN UN FILM. SARÀ POSSIBILE?

 

Lo sai che ora puoi ascoltare i nostri articoli invece che leggerli?

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Carlo

Appassionato di giochi da lunga data, è il fustellatore esperto di video e grafica. Marito e padre Carlo non gioca i "family games" perché rifugge le classificazioni, per lui "american" e "german" sono aggettivi in inglese senza molto senso ma lo appassiona giocare, far giocare e organizzare chi fa giocare ma soprattutto giocare d'istinto a qualsiasi gioco. E comunque se lo vedete fissare il tavolo da gioco non è in paralisi di analisi, sta renderizzando!

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