Cronache

Child Wood: il mistero del bosco

Timbro letto per voi
 

Child Wood è una serie di tre Librigame editi da Little Rocket Games e Tuga Edizioni e nati dalla collaborazione di Giampaolo Razzino (soggetti) e Fabio Antinucci (soggetti e testi). I tre titoli sono: Il Mistero della strega bambina, Il destino del cerbiatto rosso e La collisione delle realtà e sono a tutti gli effetti una sola vicenda divisa in tre parti.

Child Wood: i tre libri

Una piccola introduzione

Il librogame è un ibrido tra il romanzo e il gioco di ruolo in cui il lettore partecipa attivamente nella storia, scegliendone la direzione alla guida del protagonista. Questo genere ebbe un periodo d’oro negli anni ottanta. In Italia arrivarono i capolavori di Joe Dever (Lupo Solitario), Dave Morris e Oliver Johnson (Blood Sword) e Herbie Brennan (Alla corte di Re Artù), oltre alla serie storica di Steve Jackson e Ian Livingstone Dimensione Avventura (Fighting Fantasy).

“In questa avventura il protagonista sei tu!” era lo slogan e la promessa di ogni avventura. In pratica l’intera storia è divisa in paragrafi e sta al lettore/giocatore scegliere dove andare e cosa fare, come in un gioco di ruolo. Sebbene sia particolarmente apprezzato dagli adulti, questo genere è indicato anche per i ragazzi: la possibilità di essere protagonisti della storia, e quindi a tutti gli effetti di vincere o perdere proprio come in un videogame, è molto stimolante anche per i lettori meno appassionati.

In Child Wood affronterete un’avventura tra il thriller e l’horror in stile The Blair Witch Project. La narrazione è pulita, coinvolgente e in generale molto adatta al tema, e nonostante qualche imprecisione tecnica è davvero molto godibile. Se l’argomento vi incuriosisce sappiate che abbiamo già parlato di Librigame con Cupe Vampe.

Child Wood: Il mistero della Strega Bambina

Dei ragazzi sono scomparsi dalla tua città. Tu sei Ron Stephenson, uno dei ranger che abitualmente pattugliano i boschi. Le ricerche dei ragazzi sono ancora in corso, ma qualcosa ti dice che la polizia è pronta a darsi per vinta. Ma non lo sei tu, e comincerai la tua avventura proprio nel bosco. Dovrai girare tra le varie location e raccogliere prove, e chissà… forse scoprirai il segreto nascosto nel bosco…

Child Wood: ma che bei libri!
Child Wood: ma che bei libri!

Questo primo capitolo è un libro piccolo e dal prezzo davvero basso: sarà molto utile per entrare nelle meccaniche della saga, che comunque risultano molto semplici e intuitive. L’unica regola, infatti, consiste nel lancio di un dado a sei facce (un d6, in gergo) per superare delle difficoltà prestabilite. Ad esempio ti sarà chiesto di lanciare due dadi e sommare i risultati: superando un determinato numero avrai superato anche la prova.

Il destino del cerbiatto rosso

Questa è la parte in cui cominciano a venir fuori i retroscena di questo paesino americano. Senza fare spoiler, questa volta le ricerche saranno di tipo più accademico. La storia del luogo sarà una preziosa alleata per risolvere il mistero del bosco. A proposito: lo sapevate che Child Wood ha questo nome perchè la forma del bosco somiglia in modo inquietante a quella di un feto umano? Bleah, vero?

Non vi abituate agli scoiattolini carini…

Ma non vi preoccupate: l’azione non mancherà. Perché una volta raccolti gli indizi tornerete nel bosco. Intanto qualcosa di strano sta succedendo al povero Ron: cosa sono questi strani sogni che continua a fare? E perché sembrano essere collegati al mistero? Questa seconda parte ha un che di Silent Hill, se volete il mio modesto parere, e vi assicuro che è un gran complimento!

La collisione delle realtà

… e poi tutto precipita.
Come in ogni buon horror, il finale deve essere adrenalinico, e qui di certo l’adrenalina non manca. Basta andare in giro a fare domande: è il momento di prendere il toro per le corna. Qualcuno dovrà pure purificarlo sto bosco prima o poi, no? E indovinate a chi tocca? Bravi, al buon Ranger Stephenson, ma stavolta insieme al vagabondo Clarence, che potrà addirittura essere scelto come personaggio principale.

Child Wood: uno strano simbolo
Ecco dove lo avevo già visto…

Questa meccanica mi è piaciuta molto: poter vedere due punti di vista diversi sulla stessa storia è molto interessante. E anche ovviamente il poter scegliere tra due strade completamente diverse tra loro. Non è sicuramente una scelta nuova, in questo genere, ma è sempre piacevole oltre che interessante dal punto di vista del design. Infatti è molto adatta a un’avventura di mistero, perché incuriosisce il lettore al punto da far rigiocare il libro più volte.

Meccaniche e stile

Come già detto la meccanica di base è davvero semplice e accessibile a chiunque. I punti di collegamento tra le varie scene sono ben scritti e non presentano particolari problemi. Un appunto che si potrebbe fare è che la casualità è davvero troppo… casuale. La vita e la morte dipendono spesso unicamente dal tiro di dado: nello specifico di due lanci concatenati, che lascia il giocatore abbastanza impotente in alcune situazioni.

Una scelta di stile poco apprezzata, invece, è quella del loop. Durante le indagini vi capiterà di poter ripassare più volte nello stesso punto: questo è bello per chi vuole esplorare a fondo tutte le opzioni, ma lascia la sensazione che la scelta non sia davvero importante, perché si potrà comunque tornare indietro. Risulta molto più naturale che, come in alcuni punti del secondo volume, una scelta ne precluda altre. Nel terzo volume invece il problema è risolto del tutto, quindi un plauso agli autori per essersi migliorati costantemente!

Insomma…

… nel complesso io mi sono divertita. Nonostante alcune piccole sviste nell’editing e la necessità di un dado fisico (che comunque a casa non manca mai!) Child Wood è davvero godibile. Ho il sospetto di non aver visto proprio tutto, e alcuni enigmi mi hanno bloccata… ma ci tornerò, io adoro gli enigmi e non sopporto di non averli ancora risolti!
Quindi in definitiva se cercate un’esperienza che ricorda un horror tra Twin Peaks e Dark non rimarrete delusi!

 
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